

Nel settore dell’educazione, il branding si sta affermando come leva strategica cruciale. In un contesto dove l’offerta formativa si è moltiplicata e differenziata – soprattutto online – avere un’identità chiara, solida e riconoscibile è ciò che permette a un ateneo di distinguersi, attrarre studenti, trasmettere fiducia e posizionarsi con coerenza nel mercato del lavoro e della formazione.
Se negli anni Duemila l’università telematica era percepita come un’eccezione, oggi rappresenta un’opzione concreta e, in molti casi, preferita da studenti di tutte le età. La pandemia del 2020 ha accelerato un cambiamento già in atto: lo studio da remoto non è più un’alternativa, ma una normalità. Le università telematiche hanno saputo cogliere e guidare questo cambiamento, adottando linguaggi visivi, testimonial e architetture di brand allineate con il mondo digitale.
Basti pensare a casi come eCampus, che ha scelto un volto come Cristiano Ronaldo per rafforzare la propria riconoscibilità, o a realtà più recenti che investono nella user experience digitale come primo canale di relazione con lo studente.
Tra le prime realtà italiane a credere davvero nella formazione a distanza c’è stata Unidav, l’Università Telematica dell’Ateneo “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Ho avuto l’opportunità di occuparmi del progetto di identità visiva nel 2005, quando parlare di università online era ancora qualcosa di pionieristico. Riguardando oggi quel lavoro, colpisce la lungimiranza di alcune scelte, sia sul piano strategico che comunicativo. Quel domani raccontato nel payoff è di fatto diventato una realtà, dato che sono ben 11 le Università telematiche oggi riconosciute dal MIUR.
Racconto qui l’intero progetto →

Nel mondo educational – e ancor più in quello digitale – il brand è una promessa. È ciò che ti distingue in mezzo a un’offerta ampia e apparentemente omogenea. Non basta avere un sito o un corso ben strutturato. Serve una narrazione coerente, un’identità visiva solida, un tono di voce che costruisca fiducia già dal primo clic.
Oggi le università telematiche si muovono con sempre maggiore consapevolezza in questo scenario: curano ogni touchpoint digitale, affidano la loro immagine a brand ambassador riconoscibili, progettano esperienze di navigazione che non sono solo funzionali, ma anche emotivamente coinvolgenti.
Costruire l’identità di un’università, soprattutto quando si muove in un terreno innovativo come quello online, non significa solo disegnare un logo o scegliere un colore. Significa tradurre una visione educativa in segni, parole, esperienze. Significa avere il coraggio di anticipare i tempi – come nel caso di Unidav nel 2005 – e la capacità di restare rilevanti anche quando il contesto cambia radicalmente.
Perché, nel mondo dell’education, un brand forte non racconta solo ciò che sei: racconta dove puoi portare chi ti sceglie.